Orari dei Mercati: Perché il Modello Tradizionale Non Funziona Più e Come Adattarsi al Nuovo Cliente

La Domanda che Nessuno Vuole Affrontare

Qualche giorno fa Graziella, una venditrice ambulante, ha lasciato un commento in un gruppo Facebook che mi ha fatto riflettere profondamente. Ha scritto una cosa semplice ma potente: “Gli orari dei mercati devono cambiare, le donne oggi hanno una vita diversa e non possono più venire al mercato alle sette del mattino”.

Graziella ha ragione. Completamente ragione. E il fatto che questa osservazione così ovvia sembri ancora rivoluzionaria nel nostro settore è esattamente il problema che ci sta uccidendo. Voglio usare questo spunto per parlare di una questione fondamentale che riguarda tutti i venditori ambulanti, operatori di mercati, sagre e fiere: il nostro modello di business è rimasto fermo agli anni settanta mentre il mondo è andato avanti di cinquant’anni.

Prima di continuare, se non mi conosci, sono Alessandro, fondatore di Ambuweb, un progetto nato dall’esperienza diretta sul campo per aiutare chi vende all’aperto a far crescere la propria attività. Vengo da questo mondo, sono nato nei mercatini, ci ho lavorato per anni. Conosco il freddo alle cinque del mattino, conosco la fatica di montare il banco con il vento, conosco la frustrazione di una giornata vuota. Ma conosco anche le soluzioni, e oggi voglio condividerle con te.

Il Boom Economico e la Nascita di un Modello Vincente

Per capire dove siamo oggi dobbiamo fare un salto indietro negli anni sessanta e settanta. L’Italia stava crescendo a ritmi incredibili, nascevano fabbriche ovunque, la gente comprava la prima automobile, il primo elettrodomestico, la prima televisione. Era un’esplosione di consumi e di ricchezza diffusa. Quando una nazione si costruisce da zero, produce automaticamente ricchezza perché c’è un circolo virtuoso di lavoro nuovo e richieste di prodotti nuovi.

In quel contesto la vendita ambulante era perfetta. I mercati erano pieni di gente che aveva bisogno di comprare e aveva pochi posti dove farlo. Non c’erano centri commerciali, non c’era internet, non c’erano outlet. Se volevi comprare una camicia o un paio di scarpe decenti senza spendere una fortuna dal negoziante del centro, andavi al mercato. Era semplice, era efficace, e funzionava alla grande.

Molti vecchi venditori sono nati in quel periodo da situazioni semplici e spartane. Alcuni non sapevano nemmeno parlare italiano correttamente, usavano solo il dialetto della loro regione. Ma non importava, perché vendere era facile. A volte anche troppo facile. Bastava esserci, avere merce decente, e i clienti arrivavano da soli. Alcuni ambulanti hanno fatto veri e propri boom economici in quegli anni, costruendo patrimoni importanti partendo da zero assoluto.

Io vengo da una famiglia di venditori, quindi sono di seconda generazione. Mi sono trovato in mano una situazione già avviata in un momento ancora buono. Ho cominciato a capire questo lavoro tra il 1992 e il 1994, quando ho acquisito vera consapevolezza di quello che stava succedendo intorno a me. Era ancora un periodo favorevole, ma le cose stavano già cominciando a cambiare.

L’Arrivo dei Centri Commerciali e la Prima Grande Scossa

Poi dall’America è arrivato il modello dei centri commerciali. L’idea era geniale nella sua semplicità: invece di avere negozi sparsi per tutta la città, creiamo un unico mega-luogo climatizzato con parcheggio comodo dove raccogliamo tutta la clientela possibile. Era già una forma di tecnologia commerciale avanzata per l’epoca.

I centri commerciali hanno cominciato a sottrarre clienti ai mercati. Non tutti, non subito, ma progressivamente. La gente ha cominciato a preferire la comodità di fare acquisti in un posto coperto, climatizzato, con il parcheggio facile, magari mentre i bambini giocavano nell’area giochi e tu potevi bere un caffè seduto tranquillo.

Poi è arrivato internet e tutto è cambiato ancora più velocemente. YouTube, Google, siti di e-commerce, recensioni online. I clienti sono diventati improvvisamente informati, consapevoli, capaci di confrontare prezzi e qualità prima ancora di uscire di casa. Una volta mia madre andava al mercato a comprare un paio di jeans e si affidava completamente all’esperienza e all’onestà del venditore. Il venditore poteva dirle quello che voleva e lei ci credeva. Oggi quella dinamica non esiste più.

Oggi una cliente prima guarda online che modelli esistono, che prezzi ci sono in giro, legge recensioni, guarda video su YouTube di persone che provano quel prodotto, e solo dopo decide se e dove comprare. Può essere che decida di venire al mercato, ma arriva già informata, già consapevole, già con un’idea precisa di quello che vuole e di quanto dovrebbe costare.

La Rivoluzione Silenziosa: La Donna che Lavora

Insieme a tutto questo è successa una rivoluzione silenziosa ma potentissima che Graziella ha colto perfettamente nel suo commento. La donna ha cominciato a prendere un posto di lavoro pari a quello dell’uomo. Sono nate le vere pari opportunità, almeno in parte. La donna ha cominciato ad avere una posizione economica diversa nella famiglia, un ruolo lavorativo importante, una vita propria fuori dalle mura domestiche.

Questo ha cambiato tutto per i mercati. La donna che prima era disponibile la mattina per andare in giro nei mercati a fare la spesa tranquilla, adesso esce di casa alle otto per accompagnare i figli a scuola e poi correre in ufficio. Non ha più tempo di venire al mercato alle sette del mattino a contrattare il prezzo delle arance. Quando torna dal lavoro, tra una corsa e l’altra, parcheggia dove può anche in doppia fila, fa la spesa veloce al supermercato più comodo, e torna a casa stanchissima.

Le abitudini di consumo sono cambiate completamente. La nuova generazione di consumatori, e quando dico nuova generazione non intendo solo i ragazzini ma tutta una fascia di popolazione con abitudini diverse, si è allontanata dalla visione limitata del mercatino tradizionale. Vogliono trovare un prodotto nuovo, una borsa diversa dalle altre, farsela spedire a casa senza dover andare sotto il sole a prenderla, pagare con la carta di credito in due secondi, avere la fattura elettronica automatica.

Il Problema della Presunzione che Ci Sta Uccidendo

Ed ecco dove arriviamo al punto dolente. Molti ambulanti rifiutano di accettare questa realtà. Si arrabbiano con i clienti invece di adattarsi al mercato. Dicono cose tipo “la gente deve venire al mercato perché lo dico io, perché la mia roba è bella, perché così si è sempre fatto”. Questa è presunzione pura e semplice.

Se la gente usa la carta di credito perché è comoda e veloce, tu non puoi arrabbiarti se poi non hai il POS e la gente non viene a comprare da te. Se la gente vuole vedere i prodotti online prima di decidere, tu non puoi pretendere che vengano al mercato senza sapere cosa troveranno. Se la gente vuole fare acquisti la domenica pomeriggio, tu non puoi insistere a tenere aperto solo il sabato mattina alle sette.

Molti ambulanti si perdono in discorsi che non c’entrano nulla con la gestione vera del cliente. Parlano di banche, di politica, di immigrazione, di complotti vari. Fanno discorsi come se fossero politici internazionali con la macchina blu che li viene a prendere, come se avessero letto decreti e leggi segrete che nessun altro può leggere. Ma la verità è semplice e brutale: non sapete niente di queste cose. È tutta ignoranza mascherata da saggezza da bar.

Quando non sapete una cosa, dovete avere l’umiltà di dire “guarda, questa cosa non la so, ma se mi interessa me la vado a studiare sul serio”. Invece no, si usano frasi fatte per riempirsi la bocca e far vedere che si sa qualcosa, quando in realtà non si sa nulla. Si fanno discorsi sulla geopolitica, sull’economia globale, sulle banche che ci vogliono fregare. Ma poi fate cento euro al giorno e non capite perché.

Ve lo dico per spronarvi, per svegliarvi. Vi state raccontando delle storie assurde mentre il vostro business affonda. State ascoltando gente che parla, parla, parla al bar, ma che poi non fa mai niente di concreto. Gente che non ha mai risolto un problema vero in vita sua ma che si sente esperta di tutto l’universo.

La Soluzione degli Orari Flessibili e Stagionali

Torniamo al punto centrale sollevato da Graziella: gli orari dei mercati devono cambiare. E ha assolutamente ragione. Prima che tutto finisca in una delle solite situazioni italiane dove ci vogliono vent’anni per cambiare una virgola, dovete unirvi. Unitevi davvero, non sulla carta, non per lamentarvi insieme.

Le persone che contano a livello di pensiero, che sono per bene, aperte mentalmente, che sanno davvero fare questo lavoro e non sono interessate solo al proprio piccolo orticello, devono unirsi e cominciare a discutere seriamente. Poi di conseguenza vi organizzate, trovate il modo anche a livello legale se necessario, anche se secondo me conta poco perché alla fine lo si può fare tranquillamente. L’importante è organizzarsi in modo che gli orari di apertura diventino flessibili.

Non solo gli orari, ma anche la questione delle stagioni è fondamentale. Noi sottovalutiamo completamente questa cosa, ma la vendita all’aperto è un lavoro stagionale per sua natura. Va bene farlo tutto l’anno se riuscite, ma è un lavoro che non può essere svolto ad agosto sotto il sole a quaranta gradi con la stessa intensità di ottobre. Luglio e agosto sono mesi difficilissimi nella maggior parte delle situazioni. La gente soffre sotto il sole, i venditori soffrono ancora di più, e alla fine nessuno è contento.

Chi viene sotto il sole cocente a prendere caldo per comprare cinque euro di frutta spacciata come frutta propria del contadino? La gente ha macchine da trentamila euro con l’aria condizionata perfetta. Scende, compra veloce, e scappa via il prima possibile. E spesso quella frutta che vendete come vostra in realtà arriva dagli stessi posti da cui arriva quella dei supermercati. I clienti non sono stupidi, lo sanno benissimo.

Non sto dicendo che il mercato debba essere snobbato, anzi, sono totalmente favorevole ai mercati. Voglio che la gente torni nei mercati, Ambuweb nasce proprio per questo scopo. Ma dobbiamo essere intelligenti e consapevoli che i mercati non possono funzionare bene nei mesi più freddi e nei mesi più caldi. È come un lido balneare: non può essere aperto a gennaio, ma può funzionare benissimo a ottobre se organizzato bene.

Nei mesi di punta, quando c’è voglia di stare all’aperto come maggio, giugno, settembre e ottobre, bisogna spingere come si deve con orari diversi e più ampi. In pieno inverno non puoi più aprire l’attività alle sei e mezza del mattino al buio e al gelo, a meno che tu non sia in una zona di uffici dove ti passano davanti centinaia di persone alle otto che vanno al lavoro. In quel caso specifico ha senso aprire presto per intercettare chi va al lavoro.

Ma in generale alcuni mercati, anche quelli settimanali storici, potrebbero tranquillamente aprire alle dieci e chiudere alle sedici o anche alle diciotto, sempre che la cosa sia utile per quella specifica zona. Questa elasticità è importantissima in un mercato che sta cambiando rapidamente, quindi va organizzata in base alle esigenze reali del mercato, non in base alle vostre comodità.

Se qualcuno dice “io alle diciotto non voglio stare, me ne vado a casa”, allora non lamentarti poi se non lavori abbastanza. Dobbiamo essere disciplinati nel lavoro. Non possiamo comportarci come ci pare, fare gli orari che vogliamo noi, e poi dire che non si lavora perché la gente non viene. La gente non viene perché voi non ci siete quando loro possono venire.

La Visibilità 24 Ore Su 24: Il Vostro Prodotto Non Dorme Mai

Il discorso sugli orari è fondamentale ma non è sufficiente. I vostri prodotti non devono essere visibili solo negli orari fisici di apertura del banco. Devono essere visibili ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette. E per questo vi serve assolutamente un sito internet.

In Ambuweb c’è un percorso completo per realizzare un sito da soli senza spendere migliaia di euro. Potete pagare anche tremila o quattromila euro a un’agenzia se volete, oppure con un corso di poco più di cento euro potete imparare a farlo da soli. Ho registrato personalmente un tutorial passo dopo passo proprio per voi, pensato specificamente per chi vende all’aperto e non ha competenze tecniche.

Oggi una vetrina deve essere visibile sempre. Mentre i ragazzi di Zalando, di Amazon, di tutti questi siti famosi dormono, i loro prodotti sono comunque in vendita. Questo è il problema principale: la gente non ha un altro modo per vedervi perché siete rimasti fermi a un modello antico, un modello vecchio e superato.

Non sto dicendo che siete vecchi come persone. Sto dicendo che il vostro modello, il vostro modo di fare business è vecchio. E questo è un problema enorme perché i soldi oggi non sono più in quelle dinamiche superate, ma in un modo completamente diverso di pensare e operare. Se fai le cose vecchie in un mercato nuovo, non stai pescando nel lago giusto. Stai ancora lanciando la canna da pesca in un posto dove i pesci non ci sono più.

Molti di voi hanno clienti che non ci sono più letteralmente, sono morti. Lo so che è brutto dirlo così direttamente, ma è la verità. Continuate a lavorare aspettando clienti che sono spariti, che non ci sono più, che si sono trasferiti, che sono invecchiati e non escono più di casa, che sono proprio morti. Il mondo cambia, la gente cambia, si sposa, si separa, cambia città, cambia abitudini.

Anch’io avevo clienti importanti che non ho più visto. Numeri di telefono che non rispondono più, persone che sono sparite. È normale, fa parte della vita. Le persone vanno e vengono, quindi anche in questo dovete imparare a creare un ciclo continuo di clienti nuovi. Ed è questo il vostro vero lavoro oggi: non è alzare scatole pesanti o fare fatica a legare una corda con il vento o aspettare che qualcuno vi aiuti a spostare la postazione.

Il vostro lavoro è attrarre continuamente nuovi clienti mentre mantenete quelli vecchi attraverso un sistema che funziona. E per fare questo dovete usare tutti i canali moderni disponibili.

WhatsApp, Cataloghi Digitali e Il Nuovo Modo di Vendere

WhatsApp è uno strumento fondamentale che molti di voi sottovalutano completamente. Non solo per mandare messaggi ai clienti, ma per gestire ordinazioni, consegne dirette, prevendite. Molti venditori di ortofrutta lo stanno già usando brillantemente per fare consegne a domicilio. Lavorano sulle ordinazioni durante la settimana e poi consegnano direttamente a casa dei clienti.

Potete creare cataloghi fotografici dei vostri prodotti senza dover riempire il furgone di merce. Andate dal vostro fornitore, fotografate tutto quello che hanno, create un catalogo sul telefono o su Instagram, e quando un cliente vede qualcosa che gli piace glielo ordinate appositamente. Fate una vendita in prevendita senza dover comprare niente in anticipo, senza rischiare di restare con merce invenduta.

Non è un discorso di riempirsi di pesi o avere la schiena rotta perché portate cento chili sulle spalle. È un discorso completamente diverso, più intelligente, più moderno, più sostenibile. I clienti oggi vanno gestiti e coccolati attraverso questi canali. Finalmente torna il concetto di qualità e servizio personalizzato come ai vecchi tempi, ma con strumenti moderni.

Anziché portarvi diecimila magliette di bassa qualità che sperate di vendere, potete portare cose buone, selezionate, di cui siete sicuri. La gente si è stufata del boom dell’importazione a basso costo. Vogliono qualità, vogliono prodotti che durano, vogliono essere trattati bene.

La Questione dei Prodotti 

Voglio affrontare direttamente anche questa questione perché è fonte di tantissime lamentele inutili. Quando sentite dire “l’extracomunitario mi ha rovinato”, la risposta è semplice: no, l’extracomunitario non ti ha rovinato. Sei tu che non sei stato capace di difenderti in un mercato che cambiava.

A me l’extracomunitario non ha mai creato problemi seri. Ho sempre fatto le cose giuste per la mia strada, mi sono differenziato, ho puntato su qualità e servizio. L’extracomunitario ti rovina solo se tu vuoi andare a comprare negli stessi magazzini a prezzi bassi e poi pretendi che gli altri non comprino le stesse cose che compri tu.

Non puoi dare la colpa agli altri se sei tu che sei entrato in quel meccanismo sbagliato. Hai voluto fare le cose come conveniva a te a breve termine senza pensare al futuro, e ora che il gioco si è fatto duro dai la colpa a chi gioca meglio di te.

Per quanto riguarda i prodotti cinesi, bisogna fare chiarezza. Shanghai è la città con il più alto tasso di milionari al mondo e hanno prodotti eccezionali di altissima qualità. Il termine “cinese” è stato associato a qualcosa di poco valore solo perché noi abbiamo scelto di importare e vendere i prodotti cinesi più scadenti. Ma quella è stata una scelta vostra, non loro.

La Cina ha fatto un piano economico per uscire da una situazione difficile offrendo produzione a basso costo. Ma la scelta di comprare quella roba scadente è nostra. Potevate scegliere fornitori diversi, prodotti diversi, posizionamenti diversi. Non lo avete fatto perché sembrava più facile guadagnare velocemente con la roba a poco prezzo.

Smettere di Dare la Colpa agli Altri

Guardate nei gruppi Facebook e nei canali social della vostra categoria. Fate caso a una cosa impressionante: tutti danno sempre la colpa a qualcun altro. Nessuno dice mai “oh cavolo, forse dovrei prendermi le mie responsabilità e capire cosa non funziona nel mio modo di lavorare”. No, è sempre colpa degli altri.

È colpa del comune che non fa controlli. È colpa dei politici che non ci aiutano. È colpa delle banche che ci fregano. È colpa di Amazon. È colpa dei centri commerciali. È colpa dell’extracomunitario. È colpa della crisi. È colpa del meteo. È colpa di tutto e di tutti, tranne che vostra.

Tutti sono santi dentro a questo lavoro. Tutti perfetti. È incredibile. Nessuno che ammette “forse sto sbagliando qualcosa”. Nessuno che dice “forse dovrei cambiare il mio approccio”. Tutti sempre in difesa, sempre a lamentarsi, sempre a dare colpe esterne.

Ma la domanda vera che dovete farvi è: io cosa faccio per il mio cliente? Gli do un servizio giusto? Porto prodotti di qualità? Comunico bene? Sono disponibile quando lui ha bisogno? Uso gli strumenti moderni per restare in contatto? Mi adatto ai suoi orari o pretendo che si adatti ai miei?

I Tre Punti Fondamentali per Sopravvivere e Prosperare

Lasciate perdere tutti i discorsi da salotto televisivo, le discussioni politiche da bar, le teorie complottiste, le lamentele generiche. A voi servono solamente tre cose fondamentali per far funzionare questa attività.

Uno: concentratevi totalmente sul migliorare il vostro punto vendita e sui vostri clienti. Dovete portare i prodotti migliori possibili, soddisfare le loro esigenze reali non quelle che pensate voi, e fare in modo che siano sempre felici di venire da voi. Devono preferire voi a tutti gli altri, devono cercarvi attivamente.

Due: cercate di capire quale modello funziona per voi e replicatelo tante volte. Se una cosa funziona, non cambiarla continuamente. Perfezionala, migliorala, e poi replicala sistematicamente. Matematicamente farete di più. È semplice, ma richiede disciplina e costanza.

Tre: adattatevi al mercato moderno usando tutti gli strumenti disponibili. Sito web, WhatsApp, social media, cataloghi digitali, orari flessibili, stagionalità intelligente. Non potete più permettervi di ignorare questi aspetti se volete che la vostra attività sopravviva.

Vedete quanto è semplice? Fate questo, applicatelo con serietà per sei mesi, e poi mandatemi un messaggio per dirmi come è andata. Se vi ho detto una cosa sbagliata, potete anche mandarmi pubblicamente al diavolo, non c’è problema. Ma dovete dirmi esattamente perché è sbagliato con argomenti concreti, non con discorsi teorici da università o con teorie astratte.

Ambuweb: L’Unico Luogo Dedicato alla Crescita della Vendita All’Aperto

L’unico modo per far funzionare davvero le cose è esserci stati dentro alla vendita all’aperto. Ed è per questo che mi sono messo in questo mondo. Non vengo da un mondo teorico di consulenti che non hanno mai montato un banco in vita loro. Vengo dalla strada, so come funziona la strada, ma so anche come funziona il mondo della conoscenza moderna e delle strategie di business.

Oggi è uscito il mio dodicesimo libro su crescita e strategia professionale. Non sono uno che dice le cose a caso. Ho studiato, ho applicato, ho testato, ho sbagliato, ho corretto. E “Ambuweb” è un libro dedicato esclusivamente a voi venditori ambulanti. L’ho scritto appositamente per chi fa questo lavoro e vuole farlo crescere.

Se non l’hai ancora preso, stai sbagliando. Devi prenderlo e ascoltare quello che ti dico, perché è importante. Non è un libro da mettere sul comodino come soprammobile. È un manuale operativo da leggere, studiare, sottolineare, applicare. L’unico modo per far crescere questo lavoro è vedere tutto in modo diverso, avere una visione nuova di quello che può diventare, e non vedere più il mercatino solo come un luogo con la roba per terra sporca o con le classiche cassette di banane che tutti conosciamo.

C’è un modo completamente diverso di fare le cose. Banchetti più curati anche con meno prodotti. Non serve riempire il banco di spazzatura pensando che più roba c’è meglio è. Dovete iniziare a lavorare sulla qualità, gestire bene i clienti, avere comunque tanti prodotti disponibili attraverso cataloghi digitali, accontentare tutti con un’offerta ampia ma intelligente.

Quando cercate qualcosa che possa davvero aiutarvi nel mondo della vendita all’aperto, c’è Ambuweb. È l’unico luogo in Italia, probabilmente anche nel mondo in lingua italiana, creato specificamente per aiutare la vendita all’aperto a evolvere e prosperare.

Chiunque voglia invece sentirsi già arrivato, onnipotente, supereroe che non ha bisogno di imparare niente da nessuno, Ambuweb non è il posto giusto. Quella persona tanto non farà mai niente di significativo nella vita. È quella che se la canta e se la suona da sola mentre il mondo va avanti senza di lei.

Una persona che sta davvero a un livello superiore economicamente e professionalmente è sempre una persona che cerca di dare una mano a chi è sotto, che condivide la conoscenza, che aiuta gli altri a crescere. Perché sa il significato di farsi il culo partendo da zero e sa quanto è importante avere qualcuno che ti indica la strada giusta.

Il Momento di Scegliere È Adesso

Graziella, ti ringrazio davvero per il tuo commento che mi ha dato lo spunto per questo contenuto. Hai colto un punto fondamentale. Se vuoi condividere questo articolo, fallo pure, non c’è nessun problema. Io cerco sempre di mantenere la massima riservatezza con chi mi scrive, ma il messaggio deve arrivare a più persone possibili.

Per tutti gli altri, Ambuweb è l’unico modo serio per crescere in questo settore attraverso libri di formazione, programmi dedicati, supporto diretto. Se ti interessa davvero fare un salto di qualità, manda un messaggio su WhatsApp e vediamo se la tua situazione è quella giusta per essere seguiti. Non tutti sono pronti, non tutti vogliono davvero cambiare, e va bene così.

Ma se sei una di quelle persone che vuole davvero fare la differenza, che è stanca di lamentarsi e vuole iniziare ad agire concretamente, che è disposta a mettere in discussione le proprie convinzioni e imparare cose nuove, allora forse possiamo lavorare insieme.

Il mercato ambulante non è morto. È solo fermo a un modello che non funziona più. Ma può rinascere, può evolvere, può tornare a essere un canale commerciale importante e redditizio. Dipende solo da voi, da quanto siete disposti a cambiare, da quanto siete pronti ad adattarvi.

Gli orari vanno cambiati. Le stagioni vanno rispettate. La visibilità deve essere continua. I clienti vanno coccolati con strumenti moderni. La qualità deve tornare protagonista. E soprattutto dovete smettere di dare la colpa agli altri e iniziare a prendervi le vostre responsabilità.

In bocca al lupo a tutti. E datevi da fare davvero.

Ambuweb – Formazione per Vendita Ambulante Moderna

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