Perché i clienti non ti guardano al mercato: cosa fare per attirare davvero la loro attenzione (anche quando sono distratti)
Ti è mai capitato di stare al tuo banco per ore e vedere le persone passare senza nemmeno voltarsi? Camminano, guardano vagamente, ma non si fermano. Non ti vedono. O meglio, ti vedono ma il loro cervello ha già deciso di ignorarti. E tu non capisci perché, visto che sei lì dalle 5 del mattino, hai sistemato tutto, hai preparato la merce con cura.
Il problema non è la tua dedizione. Il problema è che oggi attirare l’attenzione delle persone è diventato tremendamente più complicato. E se non capisci come funziona questo meccanismo, continuerai a lavorare duramente con risultati sempre più deludenti.
Ecco un dato che devi conoscere: ogni giorno, una persona viene colpita da 2.000 a 3.000 messaggi pubblicitari. Facebook, Instagram, cartelloni per strada, volantini, pubblicità in TV, banner online. Migliaia di stimoli che bombardano continuamente il cervello.
E sai cosa fa il cervello per sopravvivere a questo assalto? Si difende. Filtra automaticamente la maggior parte delle informazioni. Altrimenti impazziremmo. Quindi sviluppa una specie di scudo protettivo che esclude tutto ciò che considera “rumore di fondo”. E purtroppo, se il tuo banco non comunica nel modo giusto, viene catalogato proprio così: rumore da ignorare.
Questo spiega perché puoi avere il prodotto migliore, il prezzo più conveniente, la postazione perfetta, ma se la tua comunicazione visiva non rompe questo filtro, sei invisibile. Non basta esserci. Non basta esserti alzato presto. Non basta aver lavorato duramente. Serve qualcosa di più.
L’errore che continui a fare (e che ti costa clienti ogni giorno)
Molti operatori pensano ancora che basti “esserci” per avere clienti. Si alzano all’alba, montano il banco, sistemano la merce, e si aspettano che le persone arrivino naturalmente. Come se il solo fatto di aver fatto il proprio dovere garantisse risultati.
Ma lavorare oggi non significa solo fare la propria parte. Significa capire cosa funziona e cosa no. Significa testare, misurare, aggiustare. Significa smettere di dare la colpa al mercato, alla crisi, alla concorrenza, e iniziare a guardarsi allo specchio chiedendosi: “Cosa posso migliorare io?”
Perché il punto fondamentale è questo: prima di incolpare tutto quello che c’è intorno, devi guardare dentro la tua attività. Il problema principale, nella maggior parte dei casi, sei tu. O meglio, è il modo in cui stai comunicando, esponendo, presentando quello che vendi.
Tre elementi fondamentali per farsi notare davvero
Adesso vediamo cosa puoi fare concretamente per cambiare le cose. Non sono teorie astratte, ma azioni pratiche che puoi applicare già da domani mattina.
Primo elemento: accetta che le cose sono cambiate
I tuoi clienti hanno un altro modello di comportamento rispetto a 10 o 20 anni fa. Sono stati educati da Amazon, da Instagram, dai social media. Hanno aspettative diverse, cercano esperienze diverse, reagiscono a stimoli diversi. Puoi ignorare questa realtà e continuare a fare come hai sempre fatto, oppure puoi adattarti. La scelta è tua, ma una delle due opzioni porta risultati, l’altra no.
Secondo elemento: osserva e testa
Inizia a guardare i tuoi clienti quando passano. Dove vanno con lo sguardo? Cosa li attrae? Cosa li fa fermare? Fai piccoli test: metti un cartello nuovo e verifica se funziona. Cambia l’esposizione e controlla se aumentano le vendite. Prova due modi diversi di comunicare un’offerta e vedi quale porta più risultati.
Sembra strano, ma la comunicazione visiva è il primo impatto. Se il tuo banco non comunica chiaramente cosa vendi e perché dovrebbero fermarsi, hai già perso la partita. E attenzione: non basta mettere cartelli enormi con scritte a caratteri cubitali. Serve coerenza tra quello che prometti fuori e quello che offri dentro. Se attiri l’attenzione con comunicazioni troppo forti o promesse esagerate, e poi il punto vendita non è all’altezza, crei solo delusione.
Terzo elemento: costruisci relazioni, non solo vendite
Oggi non puoi più pensare di vendere e basta. Devi fidelizzare. Devi fare in modo che le persone tornino, che ti cerchino, che preferiscano te ai tuoi concorrenti. Come? Inserendo nel tuo lavoro quotidiano un sistema di gestione della clientela.
Questo significa raccogliere contatti, restare in connessione con i clienti tra una fiera e l’altra, creare un rapporto che vada oltre la semplice transazione. Oggi hai strumenti potentissimi per farlo: WhatsApp, i social media, persino una semplice lista di numeri di telefono. Ma devi usarli con metodo, non in modo casuale.
Il tempo e la distanza non sono più un problema
C’è un aspetto che molti operatori non hanno ancora capito: oggi puoi gestire la tua clientela anche quando non sei fisicamente presente. A differenza di prima, quando chiudevi il banco e la relazione con il cliente finiva lì, adesso puoi accompagnare le persone anche nei giorni successivi.
Un cliente è passato, ha guardato ma non ha comprato? Non è persa per sempre. Puoi ricontattarlo, puoi inviargli foto di nuovi arrivi, puoi ricordargli quando sarai di nuovo in quella zona. Ma per farlo serve un sistema, serve organizzazione, serve metodo. Non puoi improvvisare.
Ecco cosa devi fare concretamente:
- Raccogli i contatti dei clienti interessati (numero di telefono, profilo social)
- Crea momenti di contatto regolari senza essere invadente
- Invia contenuti utili: nuovi prodotti, offerte esclusive, aggiornamenti sui mercati dove sarai
- Costruisci una relazione di fiducia nel tempo
Questo è il lavoro dell’operatore moderno. Non solo vendere quando il cliente è davanti al banco, ma creare un ecosistema dove la vendita è solo una parte di una relazione più ampia.
Smetti di guardare la TV e inizia a formarti
Ultimo punto, forse il più importante. Se vuoi migliorare, devi investire tempo nella tua formazione. E questo significa fare scelte precise su come usi il tuo tempo libero.
È meglio guardare un video che ti insegna qualcosa di utile per il tuo lavoro o guardare l’ennesima trasmissione televisiva che non ti dà nulla? È meglio leggere un libro sulla vendita o scorrere passivamente i social per ore? Sono scelte che sembrano piccole, ma nel tempo fanno una differenza enorme.
Io personalmente ho smesso di guardare la televisione da anni. Non mi interessa più. Se voglio vedere un film, vado al cinema o scelgo qualcosa di specifico. Il resto del tempo lo dedico a imparare, a migliorare, a studiare cose che mi portano avanti nel lavoro e nella vita personale.
Perché c’è una verità fondamentale: quando migliori nella vita professionale, migliora anche quella personale. E viceversa. Sono strettamente collegate. Se cresci come professionista, cresci come persona. Se accresci le tue competenze, aumenti anche la tua sicurezza, la tua serenità, la tua capacità di affrontare le sfide.
Inizia oggi, non domani
Tutto quello che ti ho detto in questo articolo puoi iniziare a metterlo in pratica immediatamente. Non serve stravolgere tutto. Serve iniziare con un’azione concreta, poi un’altra, poi un’altra ancora.
Il Metodo Ambuweb nasce proprio per darti un sistema completo e strutturato, pensato specificamente per chi lavora a mercati, fiere e sagre. Non teoria astratta, ma soluzioni pratiche che funzionano sul campo. Perché la vendita all’aperto fa parte di un ecosistema più ampio, e se non capisci come funziona questo ecosistema, continuerai a lavorare duramente con risultati sempre più scarsi.
Viviamo in un momento fortunato: puoi crescere anche stando seduto sul divano, semplicemente guardando un video di qualcuno che ti insegna qualcosa. Puoi trasformare completamente il tuo approccio al lavoro senza dover frequentare corsi lontani da casa. Ma devi volerlo. Devi scegliere di investire su te stesso.
La domanda è: sei pronto a fare questo salto?
